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Omeopatia
 

Su l’utilità e l’efficacia e la diffusione dell’omeopatia si rimanda a testi specifici. 

Siamo in grado di procurare nel minor tempo possibile, in genere uno o due giorni, preparazione omeopatiche italiane ad uso umano o veterinario, nei vari dosaggi.   

Ecco alcune pubblicazioni da noi curate, articoli apparsi su giornali ecc.

 


 

CURARSI SI RITORNA ALL’ANTICO    

"Quando non c'era nulla i nostri vecchi si curavano con il poco di cui disponevano. La tintura di cantaride a piccole dosi curava la "stranguria" oggi diremo le cistiti. Paradossalmente, nell'era dell'abbondanza e dello spreco, torniamo a prediligere quei rimedi di minor costo, di minor danno all'organismo. Incosciamente rivitaliziamo un vecchio detto Ippocratico: primo non nuocere. La natura diventa il vero medico del malato. Il medico è il sacerdote della natura, non cura la malattia, ma ne interpreta i sintomi. Secondo una interpretazione naturista dovrebbe limitarsi a stimolare un naturale processo di guarigione. L'argomento diventa complesso ed aperto a molteplici punti di vista. Hahneman (medico tedesco del 1779) è il riconosciuto padre dell'Omeopatia. L'intuizione fu quella di rilevare come il simile cura il simile. Per es. l'arnica a dosi normali determina una dolenzia che interessa i capillari sanguigni, i muscoli ecc, a dosi omeopatiche è il rimedio principe per traumi e contusioni. Con l'omeopatia, siamo oltre il numero di Avogadro, non vi è cioè presenza in peso di sostanza: immaginiamo di diluire un bicchiere di sostanza in un oceano.

Questa è la dimensione della diluzione infinetisimale! Il chinino a dosi tossiche provoca delle febbri simili a quelle malariche. Era infatti usato per combattere la malaria.

L'ipeca è una erba che provoca nausee a vomito. Viene usata a dosi omeopatiche per combattere le dispepsie, i disturbi dello stomaco e della digestione. Più la similitudine del rimedio si avvicina a quella della malattia, più il rimedio è efficace.

Fin qui sarebbe tutto semplice. Il problema, quando non si ha una guarigione stabile, è quello di individuare una corretta diatesi, cioè un certo tipo di costituzione, responsabile delle ricadute. Individuare quindi un più preciso quadro possibile del soggetto considerandolo nella sua interezza, nella sua totalità.

Una persona. Non una malattia.

Le nostre angosce, lo scoraggiamento, gli amori delusi, le passioni, le sensazioni, gli insuccessi, tutto quello che riguarda la vita di tutti i giorni, il passato, l'infanzia, i complessi palesi o non, la reattività, il biotipo, tutto ciò che in una parola è esperienza umana. Tutto questo si deve considerare nell'esaminare un comune sintomo di malattia. Essa non è altro che una alterazione di energia dovuta oltre ad una vita mal regolata, ad una nutrizione non equilibrata ed a quanto espresso riguardo l'esperienza umana nella sua globalità. Purtroppo spesso di origine ereditaria, ecco perché dovremo forse sforzarci di lasciare al futuro un mondo migliore, più sano, più equilibrato.

Dal mondo vegetale, minerale ed animale si estraggono i principi usati in omeopatia. Essi vengono successivamente diluiti. Una parte in 99 parti di sostanza inerte. Una parte di questo nuovo prodotto con 99 parti di sostanza inerte e così ancora. Ogni volta bisogna agitare ed usare un nuovo flacone. Le nuove tecniche ci consentono dei prodotti ben confezionati ben impregnati e stabili. È sempre bene non toccare i granuli (lattosio inerte+sostanza diluita opportunamente) con le mani per non alterare l'equilibrio del prodotto. Trattenere gli stessi sotto la lingua favorisce una più rapida ed efficace diffusione ed assorbimento del prodotto.

Assumere i rimedi lontano dai pasti, a stomaco vuoto. Nemici dei prodotti omeopatici sono preparati a base di canfora e menta che, per la loro azione potrebbero modificare l'assimilazione.

Diversa ed interessante è ormai la sperimentazione omeopatica.

La letteratura non è paragonabile alla medicina allopatica ma i risultati sono sorprendenti ed incoraggianti. Nelle sintomatologie allergiche per  es.  si  ottengono immediatamente risultati favorevoli e soprattutto non inibenti o invasivi. Nelle micosi, nelle forme virali (erpes, influenza), disturbi della pelle ... sono veramente molteplici le utilità omeopatiche.

Ma come spesso succede è nell'uomo che dobbiamo ricercare la risoluzione dei nostri problemi. In questo caso nel medico omeopata. Ma affinché un medico sia un buon medico è necessario che un paziente sia un buon paziente."

 

dott. Leandro Surdo (farmacista in Castiglione Intelvi)

Ottobre 95 il Confine

 


ABRASIONI:

 

Si disinfetta la  superficie  con liquido di Dakin. o Citrosil, o simili,acqua e sapone se non c'è altro.

Si può usare una polvere cicatrizzante o antibiotica, se vi è infezione. La lesione, quando è possibile  và lasciata senza fasciatura per una più veloce cicatrizzazione.

 


CONTUSIONI:

 

Quando la pelle non si lacera e vengono colpiti i tessuti sottostanti.

Può comparire una tumefazione locale.

Più gravi sono quelle che riguardano l’addome e che possono provocare lesioni alle viscere.

Non essendoci lesione è diminuita la possibilità d’infezioni esterne.

Giova applicare   acqua fredda, acqua vegeto minerale o qualche pomata adatta.

 


FERITE:

 

E' importante disinfettare bene e rimuovere i corpi estranei.

Riunire i lembi di tessuto almeno con un cerotto. Se  dalla parte lesa continua a fuoriuscire del sangue è  segno che è stata colpita una vena od una arteria.

Bisogna  fermare l' emorragia. Con una fasciatura stretta,   nel I°    caso, e con un laccio emostatico  nel II°.

Bisogna ricordare che il laccio non può essere    mantenuto per molto tempo, I h circa  e liberalo ogni 15 min. E' quindi bene, affrettarsi per un ricovero.

Nel caso di piccole ferite sulle dite, per es., può giovare alzare la mano sopra la testa. per far diminuire il flusso di sangue verso l'arto.

 


FRATTURE:

 

Particolare cura richiedono le fratture esposte e quelle delle ossa del cranio e del bacino o della spina dorsale, soprattutto per i danni che possono provocare agli organi sottostanti .

In generale, non bisogna mai cercare di rimettere in sede i monconi dell'osso

 

Il primo soccorso deve limitarsi ad immobilizzare la parte colpita per un migliore trasporto in Ospedale.

Se la frattura è esposta  limitarsi a ricoprire di garza la ferita.

Per le fratture del gomito, dell'avambraccio Superiore, possono servire stecche rigide( di legno, di cartone, ecc imbottite di cotone( in mancanza di giornali). Si pone l'avambraccio a 90° del braccio e ,si fissa con un fazzoletto al collo o si fissa il braccio così piegato al torace( in mancanza di stecche per es. Per le fratture del piede o della gamba, si opera una fasciatura (sempre con l' ausilio di stecche) sotto la pianta del piede e una sulla parte posteriore della gamba, così da formare una L. Giustamente bendata impedirà maggiori danni all'arto  leso.

 

Una considerazione a parte farei per le ferite da morso di animale in particolare per quelle di Vipere.

La, morsicatura di questo rettile, può infatti portare alla morte in poche ore.

La ferita si presenta come due  punture di spillo ravvicinate. E' importante legare un laccio (un fazzoletto, una cravatta (fra, la ferita ed il cuore), abbastanza stretto ma non tanto da, impedire la circolazione. Si cerca poi di far uscire più sangue possibile dalla zona della morsicatura.

Si può succhiare il veleno  per poi sputarlo ( è inattivo per via orale), a, condizione che non sia lesa la mucosa orale.

Se si ha, a dispo­sizione un coltello affilato,si sterilizza alla fiamma e si pratica un taglio a croce e si spreme sulla ferita.

E' comunque certo che la migliore cura è quella, d' iniettare

Il siero adatto (ma vi è pericolo di schok anafilattico) e raggiungere un  posto di pronto soccorso per la cura più idonea.

 

dott. Leandro Surdo Farmacista

 


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Ultimo aggiornamento: 04-04-09
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